PER AMORE DEL LIBRO

Una poesia di Alda Merini dedicata ai giovani

A tutti i giovani raccomando:

aprite i libri con religione,

non guardateli superficialmente,

perché in essi è racchiuso

il coraggio dei nostri padri.

E richiudeteli con dignità

quando dovete occuparvi di altre cose.

Ma soprattutto amate i poeti.

Essi hanno vangato per voi la terra

per tanti anni, non per costruivi tombe,

o simulacri, ma altari.

Pensate che potete camminare su di noi

come su dei grandi tappeti

e volare oltre questa triste realtà

quotidiana

Ma che COSA è un libro? Tanto per cominiare, il libro non è “una cosa”, anche se, particolarmente l’arte, ci riporta all’idea del “libro oggetto”: scultori hanno ferito volumi trafiggendoli con chiodi, coltelli, spade; arredatori hanno trasformato tomi reinventandoli come seggiolini o tavolini o, e siamo ai giorni nostri, semplicemente legandoli a pacco, con la corda in croce a quattro come usavano i vecchi librai, e ponendoli così, tranquillamente, sui mobili, un oggetto appunto (e chissà come sono contente le signore che devono togliere la polvere!); pittori di tutti i tempi hanno dato rilevanza di cultura nei ritratti di grandi (e meno grandi) personaggi semplicemente ponendogli nelle mani antichi volumi. Poi la musica che ci riporta spesso l’idea del libro come oggetto specifico della cultura: che ne sarebbe della stanzetta di Rodolfo e Mimì senza pensarla stracolma di fogli, spartiti, libri … ? Ed il “notaro” che col mantello a ruota si commuove nel ritrovamento che il figlio fa, in un vecchio libro (mo toh!) di latino, di un fiore memoria di un tempo lontano! Ed ancora il cinema o la televisione e via via… Bene, questo gioco dell’uso del libro come oggetto può continuare e continuare e continuare, consideriamo quante volte, anche nella commedia dell’arte più semplice, un libro abbia risolto il problema di un tavolino zoppo … già anche se, effettivamente, pur con tutta la compassione e la comprensione possibile bisogna dire, per amor del vero, che certi libri, da qualsiasi parte li si prenda in considerazione, non si può far altro che sognare di trafiggerli, legarli, inchiodarli, dimenticarli da qualche parte come negli scaffali dei grandi magazzini per lasciarli ad arredatori sempre alla ricerca di “metrature librarie” tutto tutto (eccetto il fuoco, quella è tutta un’altra storia) pur di non vedere più, ad esempio, improbabili tesi filosofiche eleborate da menti che una volta accettavano semplicemente, si fa per dire, il ruolo di “rallegrar le brigate” fin tanto che … non si sono scoperti maitre à penser … o sgangherate memorie di persone che nella loro vita rimpiangono ancora, sempre e solo la gioventù (che non torna piùùùù)… e dove li mettiamo i libri di cucina (non nel senso di ambiente purtroppo, ma proprio nel senso di gastronomia)?? E torniamo punto da capo: che cosa è un libro? Per Alda è identità di memoria, di rispetto, di dignità, creatura debole e resistente come un poeta. Ma Lei è Alda una grande donna, una forte voce poetica venata di lucida, meravigliosa, dolorosa follia, ma nel quotidiano la domanda, oggi più che mai, resta e serpeggia veloce, indiscreta, da mesi e mesi ovunque: se lo chiedono i librai nelle librerie d’antiquariato, gli opinionisti o gli intellettuali nei giornali, i bibliotecari nelle biblioteche, i Ministri (oh mamma mia!) nei Palazzi Importanti dove si fanno Leggi Importanti, dove si parla solo di Cultura: non importa se del radicchio, dello sgrondo di Pipirozzi, dell’ulivo saraceno di Pirandello, o di una biblioteca di testi filosofici che andrà in dispersione perchè in tutto questo ben curioso Paese non si è trovato un luogo per accoglierli (anzi no, accipicchia, di quella è meglio non parlare), non se lo chiedono nelle Soprintendenze perchè non ci sono più. Ma allora? Bene facciamo così allora: il LIBRO essendo il custode della CULTURA (Bravo! – Grazie!) deve essere protetto a tutti i costi da tutti e da tutto (Bravo! – Grazie!), noi difendiamo il LIBRO (Bravo! – Grazie!), il LIBRO deve deve deve rimanere in un circuito ben definito (Bravo! – Grazie!), il libro va particolarmente difeso da coloro che ne fanno mercimonio (Bravo! – Grazie!), oh allora … pensa che ti ripensa nel Grande Palazzo dove si fanno Leggi Importanti (ecc. ecc,) si comincia a ragionare (il vocabolo non è esatto ma non me ne viene un altro): “… se io ho 57 anni, a sei/sette anni ho cominciato a leggere … quindi tutto ciò che viene stampato dopo (Bravo! – Aspetta!) l’ho assimilato ma è quello che viene prima (Bravo! – Aspetta!) che non sono micca tanto sicuro, ammetto, di averlo ben presente (Bravo! – Grazie!), ecco perchè il ibro che ha cinquant’anni deve essere tutelato ! (Brav…???)”. Se poi chi legge trova un’altra spiegazione alla nuova tutela libraria che pone il limite dei 50 anni per la vendita all’estero, senza per altro darci (fino ad oggi, speriamo nella prossima venuta del Bambino) gli strumenti chiari e fattibili per adempiere a questa legge, ce lo dica e avrà eterna gratitudine da tutti i librai italiani

Arnalda Forni

Bologna, Natale 2015